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15. ottobre 2014

"Qualità" è più di una parola

Molte aziende produttrici di biomateriali affermano che i loro prodotti siano privi di residui cellulari potenzialmente dannosi. Un nuovo studio ha dimostrato che ciò è vero nel caso di Geistlich Bio-Oss®, ma non si può affermare lo stesso per altri prodotti.

Il processo di purificazione dei materiali di origine umana ed animale destinati alla rigenerazione tissutale deve rispettare altissimi standard di qualità, dal momento che la presenza di alcuni componenti cellulari ed extracellulari residui potrebbe causare reazioni infiammatorie legate all’utilizzo dei biomateriali1-4.

D’altro canto, alcune aziende cercano di applicare metodi di purificazione poco aggressivi, seguendo la convinzione che più il materiale è “naturale” e maggiore è il suo potenziale rigenerativo.

 

Informazioni non corrette in tre prodotti su cinque

Un team di ricercatori ha eseguito un’analisi istologica su 5 materiali mirata a verificare l’accuratezza delle informazioni fornite dai produttori riguardo alla purezza dei loro prodotti5. Sono stati davvero eliminati completamente i residui cellulari come affermano? In tre dei cinque prodotti analizzati, ciò non è risultato corretto. Tra i materiali eterologhi, solo Geistlich Bio-Oss® ha rispettato i parametri di purezza dichiarati dal produttore.

 

Scegliere la sicurezza

Gli autori dello studio affermano che i residui cellulari rilevati in tre prodotti su cinque analizzati, potrebbero causare risposte immunitarie avverse ed anche reazioni da corpo estraneo; ciò può conseguentemente interferire con la sicurezza, la biocompaibilità e la performance dei sostituti ossei.

Non è un caso che Geistlich Bio-Oss® abbia soddisfatto i requisiti e rispettato la correttezza delle informazioni fornite dal produttore. L’azienda ha da sempre investito in un processo integrato che assicura il completo controllo di ogni singola fase del processo di produzione dei suoi biomateriali: un controllo che si concretizza nella qualità e nella sicurezza dei suoi prodotti. 

 

Bibliografia:

1.    Poncelet AJ, et al.: Curr Opin Organ Transplant 2009; 14(2): 168-174.

2.    Bernders KEM, et al.: Trends Biotechnol 2013; 31(3): 169-176.

3.    Brown BN, et al.: Biomaterials 2009; 30(8): 1482-1491.

4.    Keane TJ, et al.: Biomaterials 2012; 33(6): 1771-1781.

5.    Ghanaati S, et al.: Acta Biomater 2014; 10(8): 3557-3562. 

Ufficio stampa
Dr. Laura Fedrizzi
National Marketing Manager